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Percussioni Classiche e Scozzesi, Cornamusa Scozzese, Baghèt - Ottavio Gusmini

gusmInizia la carriera musicale all’età di sei anni, frequentando il corso di batteria presso la banda musicale del suo paese. Nel 1995 intraprende lo studio delle percussioni classiche, percorso che lo porterà l’anno seguente a essere ammesso al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano. Qui nel 2004 si diploma in strumenti a percussione sotto la guida del M° Andrea Dulbecco. Nello stesso anno si iscrive a un corso di cornamusa scozzese, iniziando al contempo a interessarsi alle percussioni in uso nelle pipe band, cioè lo snare drum, il tenor drum e il bass drum. Negli anni seguenti decide di imparare a suonare anche la cornamusa tipica della sua terra d’origine, il baghèt lombardo, strumento per il quale sviluppa una tecnica esecutiva innovativa, tesa a dare maggiore dignità musicale a uno strumento musicale troppo spesso sottovalutato. Nel 2010 è tra i soci fondatori dell’Orobian Pipe Band, banda di cornamuse e percussioni scozzesi bergamasca, in cui ricopre la carica di primo presidente e suona nel ruolo di Leading Drummer, oltre che di piper o di Pipe Major quando l’occasione lo richiede. Nel 2012 abbandona l’organico per concentrarsi maggiormente sull’aspetto solistico della cornamusa scozzese, cosa che lo porta nel 2016 a trasferirsi per un paio d’anni in Scozia, dove studia cornamusa e percussioni presso le due più prestigiose scuole a livello mondiale, il College of Piping e il National Piping Centre. Qui consegue due importanti certificati con la cornamusa: l’SCQF Level 6 e il Performer’s Certificate, rientrando così tra i pochissimi italiani in possesso di tali titoli di studio. Ha all’attivo una considerevole attività concertistica, sia in qualità di percussionista che di piper, avendo suonato in quasi tutti i contesti possibili, dalle orchestre sinfoniche e a fiati sia italiane che estere agli ensemble cameristici, da band di vario genere fino alle formazioni da marcia. È inoltre da anni un apprezzato piper in occasione di matrimoni e altre cerimonie. A livello didattico ha un’esperienza più che ventennale come percussionista, attività a cui ha affiancato ormai da tempo anche l’insegnamento della cornamusa scozzese e del baghèt. È inoltre autore di un metodo didattico in due volumi per tamburo rullante e di un metodo per baghèt, in cui illustra la tecnica strumentale da lui sviluppata per questo strumento. 

 

Cornamusa scozzese

Il corso si rivolge a quanti amano lo strumento musicale più caratteristico della Scozia, qualunque siano le loro intenzioni. Sia che intendiate esibirvi da soli piuttosto che in una band, unirvi a una delle pipe band già esistenti in Italia oppure crearne una diciamo “vostra”, fino all’andare in Scozia per sostenere esami di strumento, l’insegnante saprà indirizzarvi nel migliore dei modi, creando un percorso di studi adatto alle vostre esigenze. A questo proposito, l’apprendimento della cornamusa scozzese parte necessariamente dal practice chanter, una specie di flauto da studio su cui si imparano le diteggiature e i primi rudimenti della tecnica strumentale prima di cimentarsi sullo strumento vero e proprio, familiarizzando contemporaneamente con la scrittura musicale e dando la possibilità all’allievo di capire se lo strumento è adatto a lui. Solo in un secondo momento sarà richiesto l’acquisto di una cornamusa, in genere nel giro di tre-sei mesi fino a un anno, in base alla velocità d’apprendimento e al tempo che l’allievo riuscirà a dedicare alla pratica strumentale. Va comunque detto che una volta acquistata la cornamusa il practice chanter non verrà abbandonato, ma accompagnerà la vita del piper ogni volta che dovrà imparare un brano nuovo o che vorrà esercitarsi senza disturbare il vicinato. In ogni caso, a parte il primo periodo di studi in cui l’apprendimento è per forza di cose standardizzato, una volta acquisita una certa padronanza sullo strumento la scelta dei brani da studiare sarà dettata unicamente dal gusto musicale e dalle esigenze dell’allievo, ovviamente guidato dall’insegnante che consiglierà brani adatti al livello raggiunto.  

 

Percussioni scozzesi

Il corso si concentrerà principalmente sull’apprendimento dello snare drum, cioè il tamburo rullante, nella versione in uso nelle pipe band scozzesi, senza dimenticare di dare però un occhio anche agli altri strumenti a percussione usati in questo genere musicale: il tenor drum e il bass drum. Partendo dall’impostazione di base si arriverà via via a padroneggiare la tecnica dei rudiments, figure ritmiche complesse su cui si basa buona parte della tecnica strumentale sia del tamburo che della batteria, fondamentali per l’esecuzione di ogni stile proprio della musica scozzese, dalle marce fino alle danze e ai drum salute. Come per la cornamusa, all’inizio non è richiesto l’acquisto dello strumento, ma solo di un paio di bacchette e di practice pad, un tamburo da studio che accompagnerà il drummer per tutta la vita. 

 

Baghèt

Strumento popolare di origine antica, un tempo diffuso in buona parte della Lombardia con una predominanza nelle province di Bergamo e Brescia, sta vivendo una seconda vita dopo un periodo di abbandono grazie alla sua riscoperta negli anni ’80 del secolo scorso da parte di un gruppo di studiosi. In qualche modo imparentato con la cornamusa scozzese, è tuttavia uno strumento molto più semplice da imparare, sia per il minore sforzo fisico richiesto che per la tecnica strumentale sensibilmente meno complessa. Il repertorio tradizionale è composto da marce, danze e brani natalizi, ma negli ultimi anni stiamo assistendo alla scrittura di nuova musica che tende a proiettare questo strumento verso il futuro, anche con la contaminazione di altre tradizioni musicali come quella galiziana e quella bretone. Il baghèt è infatti per molti aspetti simile alla gaita galiziana, e buona parte del repertorio per questo strumento può essere eseguito anche sul baghèt. Come per la cornamusa scozzese, anche l’apprendimento del baghèt passa prima da un practice chanter, ma in genere i tempi di attesa prima di passare allo strumento vero e proprio sono sensibilmente più ridotti. Inoltre, anche in questo caso il programma di studi può essere ritagliato sulle esigenze dell’allievo, a parte il primo periodo di apprendimento standardizzato, che serve a gettare le basi della tecnica strumentale.

 

Cornamusa scozzese

Il corso si rivolge a quanti amano lo strumento musicale più caratteristico della Scozia, qualunque siano le loro intenzioni. Sia che intendiate esibirvi da soli piuttosto che in una band, unirvi a una delle pipe band già esistenti in Italia oppure crearne una diciamo “vostra”, fino all’andare in Scozia per sostenere esami di strumento, l’insegnante saprà indirizzarvi nel migliore dei modi, creando un percorso di studi adatto alle vostre esigenze. A questo proposito, l’apprendimento della cornamusa scozzese parte necessariamente dal practice chanter, una specie di flauto da studio su cui si imparano le diteggiature e i primi rudimenti della tecnica strumentale prima di cimentarsi sullo strumento vero e proprio, familiarizzando contemporaneamente con la scrittura musicale e dando la possibilità all’allievo di capire se lo strumento è adatto a lui. Solo in un secondo momento sarà richiesto l’acquisto di una cornamusa, in genere nel giro di tre-sei mesi fino a un anno, in base alla velocità d’apprendimento e al tempo che l’allievo riuscirà a dedicare alla pratica strumentale. Va comunque detto che una volta acquistata la cornamusa il practice chanter non verrà abbandonato, ma accompagnerà la vita del piper ogni volta che dovrà imparare un brano nuovo o che vorrà esercitarsi senza disturbare il vicinato. In ogni caso, a parte il primo periodo di studi in cui l’apprendimento è per forza di cose standardizzato, una volta acquisita una certa padronanza sullo strumento la scelta dei brani da studiare sarà dettata unicamente dal gusto musicale e dalle esigenze dell’allievo, ovviamente guidato dall’insegnante che consiglierà brani adatti al livello raggiunto.

 

Percussioni scozzesi

Il corso si concentrerà principalmente sull’apprendimento dello snare drum, cioè il tamburo rullante, nella versione in uso nelle pipe band scozzesi, senza dimenticare di dare però un occhio anche agli altri strumenti a percussione usati in questo genere musicale: il tenor drum e il bass drum. Partendo dall’impostazione di base si arriverà via via a padroneggiare la tecnica dei rudiments, figure ritmiche complesse su cui si basa buona parte della tecnica strumentale sia del tamburo che della batteria, fondamentali per l’esecuzione di ogni stile proprio della musica scozzese, dalle marce fino alle danze e ai drum salute. Come per la cornamusa, all’inizio non è richiesto l’acquisto dello strumento, ma solo di un paio di bacchette e di practice pad, un tamburo da studio che accompagnerà il drummer per tutta la vita.

 

Baghèt

Strumento popolare di origine antica, un tempo diffuso in buona parte della Lombardia con una predominanza nelle province di Bergamo e Brescia, sta vivendo una seconda vita dopo un periodo di abbandono grazie alla sua riscoperta negli anni ’80 del secolo scorso da parte di un gruppo di studiosi. In qualche modo imparentato con la cornamusa scozzese, è tuttavia uno strumento molto più semplice da imparare, sia per il minore sforzo fisico richiesto che per la tecnica strumentale sensibilmente meno complessa. Il repertorio tradizionale è composto da marce, danze e brani natalizi, ma negli ultimi anni stiamo assistendo alla scrittura di nuova musica che tende a proiettare questo strumento verso il futuro, anche con la contaminazione di altre tradizioni musicali come quella galiziana e quella bretone. Il baghèt è infatti per molti aspetti simile alla gaita galiziana, e buona parte del repertorio per questo strumento può essere eseguito anche sul baghèt. Come per la cornamusa scozzese, anche l’apprendimento del baghèt passa prima da un practice chanter, ma in genere i tempi di attesa prima di passare allo strumento vero e proprio sono sensibilmente più ridotti. Inoltre, anche in questo caso il programma di studi può essere ritagliato sulle esigenze dell’allievo, a parte il primo periodo di apprendimento standardizzato, che serve a gettare le basi della tecnica strumentale.